Check-up Abilità Neurocognitive

Il passare del tempo è uno di quei fattori inevitabili che non possiamo bloccare. Ogni organo del nostro corpo viene coinvolto dal cambiamento, compreso il cervello che, talora, vede compromessa una funzione essenziale: la memoria.

Dimenticare di tanto in tanto le chiavi di casa, dove sono stati messi gli occhiali, sono atti perfettamente giustificati dal fatto che è impossibile chiedere al nostro cervello di funzionare come quando aveva 20 anni; e neppure abbiamo da temere quando dalla mente scompaiono nomi di attori famosi che ci piacciono, di luoghi in cui siamo stati, di amici che non frequentiamo spesso. Molto spesso, quando smettiamo di torturarci la mente, questi stessi nomi ricompaiono all’improvviso nella nostra memoria.

Con l’avanzare dell’età intervengono diversi cambiamenti nel cervello, che riguardano le funzioni cognitive, comportamentali ed emotive. Se il processo è naturale, il quadro di personalità resta stabile mentre a cambiare e a ridursi sono la percezione, la velocità di elaborazione delle informazioni, l’attenzione e la memoria, in particolare nella capacità di apprendere nuove informazioni e di tenere a mente nel tempo gli episodi recenti.
Si parla invece di invecchiamento “patologico” quando si ha: difficoltà nel trattenere in memoria nuove informazioni; difficoltà di concentrazione; facile distraibilità anche durante le conversazioni; difficoltà nel pianificare attività che prima non creavano problemi e nel prendere decisioni sull’immediato; occasionali momenti di spaesamento quando si è fuori casa; maggiore tendenza ad avere reazioni impulsive, irritabilità e ansia diffusa.

Lo screening per la memoria permette all’anziano e ai suoi familiari di comprendere lo stato di salute neuropsicologica e l’eventuale presenza di deficit. Nel caso in cui emergesse la presenza di un iniziale decadimento cognitivo in atto verranno forniti delle attività da fare da solo o con la presenza di uno dei familiari.